La campagna aerea mirata contro le infrastrutture nevralgiche della Repubblica Islamica dell’Iran subisce un’ulteriore e drastica accelerazione. Le ultime informazioni verificate riportano un massiccio attacco aereo che ha avuto come bersaglio diretto il quartier generale del comando di polizia nella città di Kermanshah, nell’ovest del Paese.
La struttura, centro nevralgico per il coordinamento delle forze dell’ordine e della sicurezza interna della provincia, risulta essere stata pesantemente colpita e neutralizzata.
Il Contesto Storico e Geografico: Perché Kermanshah? Per comprendere la portata di questo attacco, è essenziale analizzare il posizionamento e la storia di Kermanshah. Situata a ridosso del confine con l’Iraq, è la città più grande dell’Iran occidentale ed è abitata da una forte maggioranza curda.
Storicamente, la provincia di Kermanshah è sempre stata uno degli epicentri più caldi e instabili del Paese per quanto riguarda il dissenso contro il regime centrale di Teheran. Già durante le ondate di proteste del 2022-2023, e più recentemente durante i violenti moti scaturiti dal crollo del Rial nel 2026 (culminati nei massacri del Grande Bazar), le forze di polizia locali e i paramilitari Basij hanno utilizzato questo quartier generale come base operativa per reprimere le rivolte con l’uso della forza letale.
Analisi dell’Obiettivo: Il collasso del fronte interno L’attacco a questa specifica infrastruttura non ha una valenza strettamente legata al programma nucleare (come avvenuto per Natanz o Qom), ma risponde a una tattica militare e psicologica ben precisa dell’asse USA-Israele:
- Paralisi dell’apparato repressivo: Distruggere il comando di polizia in una provincia storicamente ribelle significa privare il governo ad interim iraniano della capacità di mantenere l’ordine pubblico.
- Incoraggiamento dell’insurrezione: Senza il coordinamento delle forze di sicurezza locali, si crea un vuoto di potere immediato. L’obiettivo tattico è chiaramente quello di fornire indirettamente spazio di manovra alle fazioni ribelli interne e ai gruppi di opposizione curdi, costringendo l’esercito iraniano a distogliere truppe dai confini per sedare potenziali rivolte armate interne.
- Sovraccarico logistico: Con la Guida Suprema eliminata e il governo centrale costretto a delegare poteri d’emergenza, la distruzione dei comandi regionali frammenta ulteriormente la catena di comando iraniana, rendendo impossibile una risposta coordinata alla crisi in corso.
Colpendo Kermanshah, l’operazione militare alleata dimostra l’intenzione di far collassare lo Stato iraniano non solo dall’alto (con la decapitazione della leadership), ma anche dal basso, sgretolando il controllo armato del territorio nelle province più instabili.
Autore: KillerWhale, Emanuele Ferraro @portfolio
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